Come è nato l'Osservatorio e perché

L'idea è partita da una constatazione semplice. Nel 2021, mentre lavoravo a una ricerca sulla rendicontazione ambientale per un'università lombarda, mi sono reso conto di qualcosa che mi ha sorpreso: le imprese italiane quotate pubblicavano report di sostenibilità sempre più corposi, ma la qualità dei dati al loro interno era estremamente disomogenea. Alcune fornivano numeri verificabili e incrociabili con fonti pubbliche. Altre producevano documenti di 200 pagine con grafici accattivanti e zero tabelle di dettaglio.

Da lì la domanda: esiste un modo sistematico per valutare la qualità della sostenibilità dichiarata? Non la sostenibilità come slogan, ma come pratica misurabile. Ho iniziato a raccogliere dati. All'inizio erano fogli Excel con colonne disordinate. Poi, nel corso del 2022, il progetto ha preso forma con il contributo di due colleghi accademici: un professore di scienze ambientali all'Università di Bologna e una ricercatrice di diritto societario all'Università di Torino.

Panorama di Milano, sede dell'Osservatorio ESG Italia

Nasce così l'Osservatorio ESG Italia, un progetto editoriale e di ricerca gestito da Digital Wave, con sede a Milano. Non siamo un'agenzia di rating. Non siamo un ente certificatore. Siamo un gruppo di ricercatori che raccoglie, analizza e pubblica dati sulla responsabilità aziendale.

Cosa facciamo e cosa non facciamo

Il nostro lavoro si concentra su un perimetro definito: le prime 40 società italiane per capitalizzazione quotate a Borsa Italiana. Per ciascuna, raccogliamo dati pubblici su cinque dimensioni (emissioni, risorse umane, catena di fornitura, governance, trasparenza del reporting) e li organizziamo secondo il framework ARETI.

Pubblichiamo report annuali, analisi tematiche su settori specifici e dataset per la comunità accademica. Tutto il materiale divulgativo è accessibile gratuitamente sul sito. I report completi con dettaglio dimensionale sono disponibili su abbonamento istituzionale.

Per chiarezza, ecco cosa non rientra nel nostro ambito:

Questi confini non sono negoziabili. Sono parte integrante dell'identità del progetto.

La metodologia ARETI: principi e struttura

Il framework ARETI (Analisi Responsabile su Environment, Transparency e Impact) è il cuore operativo dell'Osservatorio. La sua progettazione ha richiesto diciotto mesi di lavoro, tra il 2022 e il 2023, e ha coinvolto competenze accademiche in scienze ambientali, diritto societario e statistica applicata.

Il principio guida è la verificabilità. Ogni indicatore del framework deve essere calcolato a partire da fonti pubbliche accessibili e documentate. Non utilizziamo questionari aziendali né dati forniti direttamente dalle imprese valutate. Se un dato non è reperibile da fonti terze — bilanci depositati, registri ambientali europei, comunicazioni Consob, registri del Ministero del Lavoro — quell'indicatore viene segnato come "non disponibile" e non entra nel calcolo del punteggio.

Le cinque dimensioni hanno pesi differenziati. L'ambiente (emissioni scope 1 e 2, consumo idrico, rifiuti speciali) pesa per il 30%. La dimensione sociale (formazione, infortuni, contratti) per il 25%. La catena di fornitura (audit, codici di condotta, tracciabilità) per il 15%. La governance (indipendenza CdA, remunerazioni, diritti delle minoranze) per il 20%. La qualità del reporting per il restante 10%.

Questa ponderazione riflette una scelta precisa: diamo più peso a ciò che è direttamente misurabile e meno a ciò che dipende dalla qualità della comunicazione. Un'azienda che inquina poco ma comunica male otterrà comunque un punteggio ambientale alto. Un'azienda che inquina molto ma produce report bellissimi otterrà un punteggio basso sulla dimensione ambientale e mediocre sulla trasparenza.

Il framework viene aggiornato annualmente. L'ultima revisione (versione 3.2, marzo 2025) ha introdotto indicatori sulla due diligence di filiera, in coerenza con la direttiva CSRD dell'Unione Europea. Ogni modifica è documentata in un changelog pubblico e motivata con riferimento alle fonti normative o scientifiche che l'hanno resa necessaria.

Un aspetto che riteniamo qualificante: la metodologia è interamente replicabile. Chiunque disponga delle competenze tecniche e dell'accesso alle fonti pubbliche può riprodurre le nostre valutazioni. Questo è il motivo per cui pubblichiamo il manuale metodologico completo sul sito, senza riserve.

Il team di ricerca

JL

Joseph Lewis

Responsabile ricerca e coordinatore del progetto presso Digital Wave, Milano. Si occupa della raccolta dati e della supervisione metodologica del framework ARETI. Background in analisi quantitativa applicata alle scienze sociali e alla sostenibilità aziendale.

Collaborano al progetto ricercatori con competenze in scienze ambientali, statistica e diritto societario. I nominativi completi e i curricula sono disponibili su richiesta via email a joseph_lewis427@icloud.com.

Finanziamento e indipendenza

L'Osservatorio si finanzia attraverso tre canali: abbonamenti istituzionali ai report completi (circa il 65% delle entrate), collaborazioni di ricerca con università (25%) e pubblicità contestuale non personalizzata sul sito (10%). Non accettiamo pagamenti, sponsorizzazioni o incarichi dalle aziende oggetto di valutazione.

L'elenco dei soggetti che hanno contribuito con abbonamenti superiori a 5.000 euro nell'anno solare precedente è pubblicato entro il 31 marzo di ogni anno. Per il 2024, i principali abbonati istituzionali sono stati tre dipartimenti universitari italiani e una fondazione di ricerca con sede a Bruxelles.

Aggiornamenti

Questa pagina è stata aggiornata l'ultima volta il 20 marzo 2025. Le modifiche principali rispetto alla versione precedente riguardano l'aggiornamento del team e l'aggiunta della sezione sul finanziamento.