Ricerche Indipendenti su Sostenibilità e Responsabilità delle Imprese Quotate

Valutazioni ESG per società quotate a Piazza Affari. Un progetto rivolto a ricercatori, accademici e responsabili della sostenibilità aziendale. Non offriamo consulenza finanziaria né raccomandazioni di investimento. La consultazione dei report è gratuita per la sezione divulgativa.

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Foglie verdi in controluce, simbolo della ricerca sulla sostenibilità ambientale
Foto: Andrew Neel / Pexels

Cosa abbiamo trovato nei bilanci di sostenibilità

Negli ultimi tre anni abbiamo passato al setaccio i report ambientali di 40 società dell'indice FTSE MIB. Il quadro che ne esce non è confortante. Diciamolo chiaramente: il 60% delle aziende che hanno annunciato piani di decarbonizzazione tra il 2021 e il 2023 ha in realtà aumentato le proprie emissioni dirette di CO2 nello stesso periodo. Parliamo di circa 14 milioni di tonnellate complessive in più, secondo i dati dichiarati dalle stesse aziende nei bilanci di sostenibilità.

Non è tutto negativo, però. Tra le aziende manifatturiere dell'Emilia-Romagna quotate a Milano, abbiamo documentato 7 casi in cui la riduzione degli sprechi idrici ha superato il 20% senza cali di fatturato. Una cartiera in provincia di Modena, ad esempio, ha tagliato il consumo d'acqua del 34% in due anni riconvertendo un solo impianto. Poi ci sono le questioni di governance. Nel campione analizzato, solo 12 aziende su 40 hanno un consiglio di amministrazione con almeno il 40% di componenti indipendenti. E la presenza femminile nei comitati esecutivi resta ferma al 22%, un dato che non si schioda dal 2020.

Il divario tra impegni dichiarati e risultati misurabili è il problema centrale della sostenibilità aziendale italiana. Il nostro lavoro consiste nel renderlo visibile.

Queste osservazioni costituiscono la base del nostro lavoro di ricerca. Non pretendiamo di avere la verità in tasca. Ma i numeri, quando li si raccoglie con metodo e pazienza, raccontano storie precise. Storie che vale la pena documentare.

Il framework ARETI in cinque dimensioni

Abbiamo impiegato diciotto mesi a mettere a punto il nostro sistema di valutazione. Si chiama ARETI: Analisi Responsabile su Environment, Transparency e Impact. Lo abbiamo sviluppato con il contributo di due docenti universitari, uno di scienze ambientali a Bologna e uno di diritto societario a Torino. Le dimensioni sono cinque.

La prima guarda alle emissioni di gas serra scope 1 e scope 2, al consumo idrico e alla produzione di rifiuti speciali. Non ci fermiamo ai dati aggregati: verifichiamo la coerenza tra quanto dichiarato nel report di sostenibilità e quanto depositato presso il registro europeo E-PRTR.

La seconda dimensione esamina i rapporti con la forza lavoro. Ore di formazione pro capite, tasso di infortuni, contratti a termine sul totale. La terza si concentra sulla catena di fornitura: quante aziende richiedono audit sociali ai propri fornitori? Nel 2024, tra le società del nostro campione, la risposta è stata: meno della metà.

La quarta dimensione è la governance vera e propria. Indipendenza del CdA, diritti delle minoranze, politiche di remunerazione. Infine, la quinta: la qualità della comunicazione ESG. Quanto è trasparente il reporting? Segue standard riconosciuti come il GRI o il SASB, oppure produce documenti generici e difficilmente confrontabili?

Un dettaglio importante: non assegniamo punteggi che possano essere interpretati come consigli di investimento. ARETI misura la responsabilità aziendale, non l'attrattiva finanziaria di un titolo.

Cosa facciamo, cosa non facciamo

Report ESG annuali

Valutazione ARETI completa delle prime 30 società quotate a Borsa Italiana per capitalizzazione. Aggiornamento trimestrale dei punteggi. Ogni report include il dettaglio dimensionale e un confronto con l'anno precedente. I dati sono raccolti da fonti pubbliche: bilanci di sostenibilità, depositi E-PRTR, comunicati Consob.

Accesso istituzionale su abbonamento annuale
Non adatto a: Chi cerca segnali di trading o analisi fondamentale di bilancio. I nostri report non contengono proiezioni finanziarie.

Ricerche settoriali tematiche

Analisi periodiche su settori specifici. L'ultima, pubblicata a febbraio 2025, riguarda la transizione energetica nell'industria ceramica del distretto di Sassuolo. Ogni ricerca include interviste a stakeholder e confronti con la normativa europea di riferimento.

Dati per università e media

Forniamo dataset aggregati e anonimi a dipartimenti universitari e redazioni giornalistiche che lavorano su temi di sostenibilità. Il formato è personalizzabile.

Ultimo aggiornamento metodologico: 18 marzo 2025

La versione 3.2 del framework ARETI include nuovi indicatori sulla due diligence di filiera, in linea con la direttiva CSRD entrata in vigore a gennaio 2024. — Joseph Lewis, responsabile ricerca

Ricerche recenti

Domande frequenti

Quanto tempo serve per completare una valutazione ARETI su un'azienda?

In media quattro settimane per azienda. Il tempo varia a seconda della qualità del reporting aziendale: se il bilancio di sostenibilità segue standard GRI, il processo è più rapido. Quando i dati sono dispersi tra comunicati stampa e presentazioni agli analisti, la raccolta richiede più tempo.

I vostri punteggi ESG possono essere usati come base per decisioni di investimento?

No. I nostri punteggi misurano la responsabilità aziendale in ambito ambientale, sociale e di governance. Non forniscono alcuna indicazione sulla performance finanziaria presente o futura di un titolo. Non siamo un istituto finanziario e non operiamo come consulenti per gli investimenti.

Perché il settore energetico italiano ottiene sistematicamente punteggi bassi sulla dimensione ambientale?

La struttura produttiva pesa. Le aziende energetiche italiane gestiscono ancora una quota significativa di capacità termoelettrica a gas. Anche quando gli investimenti in rinnovabili crescono, le emissioni scope 1 restano elevate in valore assoluto. La transizione è in corso, ma i tempi industriali non coincidono con quelli della comunicazione aziendale. L'Agenzia Internazionale dell'Energia documenta questo scarto a livello globale.

Come verificate che i dati dichiarati nei report di sostenibilità siano attendibili?

Incrociamo le fonti. I dati sulle emissioni vengono confrontati con il registro E-PRTR dell'Agenzia Europea dell'Ambiente. Le informazioni sulla forza lavoro sono verificate attraverso le comunicazioni obbligatorie al Ministero del Lavoro. Quando troviamo discrepanze superiori al 15%, le segnaliamo nel report con una nota metodologica.

Quanto costa accedere ai report completi?

Gli abbonamenti istituzionali partono da 4.800 euro l'anno per la copertura di un singolo settore. La copertura completa delle 30 aziende prevede canoni differenziati in base alla dimensione dell'organizzazione richiedente. Le sintesi divulgative degli articoli sono sempre accessibili gratuitamente.

Qual è la differenza tra il vostro approccio e le valutazioni di MSCI o Sustainalytics?

Due differenze sostanziali. Primo: ci concentriamo esclusivamente sul mercato italiano, il che ci permette un livello di dettaglio che i rating globali non possono offrire. Secondo: la nostra metodologia è completamente trasparente. Ogni indicatore è documentato e replicabile. I grandi provider, per ragioni proprietarie, non rivelano i pesi esatti dei loro modelli.

Accettate finanziamenti dalle aziende che valutate?

No. Le uniche fonti di finanziamento sono gli abbonamenti ai report, le collaborazioni accademiche e, in misura minoritaria, la pubblicità contestuale sul sito. L'elenco aggiornato dei finanziatori è disponibile nella pagina Chi Siamo.